BREVE RECENSIONE Grandanolo Spinto Sigma Sigma 12-24mm f/4.5-5.6 EX DG ASPH
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è un nuovo supergrandangolare, realizzato con tecnologia avanzata , ideale per sensori a pieno formato (full-frame) Sono molti i fotografi che adoperano obiettivi supergrandangolari, tradizionalmente usati dai reporter di cronaca, per disporre di un ampio angolo di campo nelle situazioni più diverse, allo scopo di accentuare il senso di presenza. |
12-24mm Prezzo interessante circa 700 euro /ottima qualità/prezzo E’ particolarmente interessante |
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L’ottica Sigma di cui parliamo è una novità e stabilisce un record: è il primo obiettivo zoom ultragrandangolare che riesce a scendere fino alla brevissima focale di 12mm.
Sigma è un’azienda produttrice che negli obiettivi ha una lunga esperienza (per inciso è stata anche la prima a lanciare i moltiplicatori di focale, tra le case giapponesi).
Qui sembra davvero che abbia voluto superare se stessa. Questo nuovo zoom, infatti, è stato strutturato su di uno schema ottico di ben 16 lenti, distribuite in 12 gruppi. Ma non basta: due lenti sono state lavorate con curvatura asferica seguendo la procedura del vetro molato, mentre un’altra lente asferica è realizzata con tecnologia ibrida, cioè operando su vetro sagomato a caldo e trattato con apposito rivestimento. In più, quattro lenti dell’obiettivo sono state realizzate in vetro speciale SLD (Special Low Dispersion), molto utile per agevolare i progettisti che intendono ridurre i difetti di aberrazione cromatica.
L’obiettivo, nonostante le straordinarie prestazioni e nonostante la cortissima lunghezza focale, è lungo soltanto 100mm e largo 87mm. Il peso è elevato, 615 grammi.
Ma è ancora ragionevole anche quando sia visto con gli occhi di un fotoreporter che gira il mondo.
Inoltre questo Sigma 12-24mm è a messa a fuoco interna (IF). Vuole dire che non varia le proprie dimensioni quando si effettua la messa a fuoco o si modifica la focale. Il funzionamento dell’autofocus è estremamente rapido, grazie all’adozione di un motore ad ultrasuoni (HSM, ovvero Hyper Sonic Motor), che è anche straordinariamente silenzioso.
Una focale di soli 12mm consente un angolo di ripresa pari a 122°.
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La parte posteriore dell’obiettivo: la freccia indica la molletta di tenuta per i filtri in gelatina. La baionetta è in metallo. Le ghiere per la zoomata e la messa a fuoco sono di grandi dimensioni. Sul fianco dell’ottica c’è il tastino per commutare la messa a fuoco AF in manuale. |
Occasioni di ripresa:
Le cortissime focali sono sempre state un irresistibile richiamo per fotografi specialisti, impegnati in riprese particolari. Ad esempio quelli che scattano a bordo di aerei da caccia, quelli che per professione devono documentare l’interno di yacht o cabinati di vario tipo, quelli che si dedicano a riprese di architettura in ambienti molto angusti, oltreché i reporter che devono essere sempre “dentro l’avvenimento” , a tu per tu con il soggetto. La brevissima focale di 12mm, in aggiunta a quella di 24mm, è molto vantaggiosa perché offre una profondità di campo eccezionalmente estesa. Nel caso specifico di questo obiettivo Sigma, gli angoli di ripresa sono stupefacenti. Quello più stretto, per la focale 24mm, è un già notevole 84° 1’. Passando alla focale di 12mm l’angolo diviene pari a ben 122° (sulla diagonale del formato). È una misura che compete anche con fotocamere panoramiche: ricordiamo che la russa Horizon raggiunge, con l’obiettivo rotante, i 120°.
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Con una reflex digitale La sigla DG, sull’ottica, indica espressamente che siamo in presenza di un obiettivo progettato tenendo conto anche delle necessità delle macchine fotografiche digitali. La cosa si fa intrigante. Montare un 12mm su di una reflex digitale Nikon D100, che ha un sensore con coefficiente di moltiplicazione 1.5x, significa trovarsi ad operare come se si avesse un 18mm e cioè con un vero supergrandangolare, di tutto rispetto. |
l diaframma, a 6 lamelle, chiude fino al valore f/22 e questo valore, combinato con la cortissima focale, permette di effettuare riprese con elevata profondità di campo nitido. I fotografi che sognano di scattare ad un fiore e nello stesso tempo vogliono conservare una ampia riconoscibilità del paesaggio circostante, saranno soddisfatti. Inquadrando soggetti caratterizzati da linee rette ad andamento perpendicolare tra loro, una situazione in cui è facile imbattersi se si effettuano riprese di architettura d’interni, si scopre con piacere che l’obiettivo, anche alla focale 12mm, presenta perpendicolarità delle linee, e soprattutto il loro parallelismo con i bordi della finestrella del mirino, può essere verificata semplicemente impugnando l’ottica e guardando nell’oculare della fotocamera. La lente frontale appare straordinariamente curva. Sembra una semisfera. Di conseguenza è chiaro che, vista una simile caratteristica costruttiva, ai progettisti non è nemmeno passata per la testa l’idea di realizzare un innesto filtri anteriore. È stata invece sviluppata una diversa soluzione: l’attacco filtri posteriore, con una molletta che serve a trattenere appositamente ritagliati in misura. A questo proposito, a corredo con l’obiettivo viene fornita una piccola “dima” d’acciaio, una sagoma per modellare le gelatine colorate Wratten. Questione di qualità Il largo impiego di lenti asferiche ha fatto crollare un muro: quello di una “insopportabile” caduta di luce ai bordi, difetto che abitualmente affligge gli obiettivi supergrandangolari. L’avere deciso di adoperare vetri a bassa dispersione ma ad alta rifrazione, per quattro lenti SLD, ha permesso di correggere l’aberrazione cromatica. Si tratta di un difetto che penalizza la nitidezza di dettagli molto fini.
Il paraluce a corolla, montato di serie, è efficace e aiuta bene il trattamento antiriflesso multistrato. Il tappo copri-ottica anteriore si applica ad un anello metallico ausiliario, di grandi dimensioni, che va investito sulla parte frontale dell’obiettivo. È una copertura che ha un ruolo protettivo anche nei confronti di eventuali piccoli urti accidentali. Il nuovo obiettivo Sigma viene fabbricato con innesti per fotocamere reflex Sigma, Nikon, Canon, Minolta, Pentax.


Come dimostrano le immagini, l’obiettivo tenuto accuratamente in bolla riesce a tracciare linee effettivamente diritte. La distorsione a botte, ai bordi, è avvertibile quando si fotografano soggetti molto critici, caratterizzati da linee squadrate, ma potremmo dire che è fisiologica per un supergrandangolare come questo ed è dunque perdonabile. La caduta di luce agli angoli, una vignettatura tipica, è avvertibile.
Tuttavia è contenuta in limiti ampiamente sopportabili, in particolare se l’esposizione viene regolata con molta attenzione, preferibilmente con tendenza alla leggera sovraesposizione. Fotografando in ambiente molto scuro ed inquadrando un’area luminosa come una finestra illuminata, non abbiamo rilevato dannosi riflessi parassiti, a testimonianza dell’ottimo trattamento antiriflessi. Il giudizio che possiamo dare di quest’ottica estrema, che è anche comodamente manovrabile, è quindi effettivamente molto positivo.
Vivamente consigliato ai fotografi paesaggisti con reflex fullframe (Canon 1Ds, Nikon D700, Canon 5D, ecc...) che vogliono l'angolo di campo più estremo.
Nella parte posteriore dell'obiettivo, è possibile montare filtri di gelatina - sono più scomodi dei filtri tradizionali, ma l'eccezionale angolo di campo e l'elemento frontale molto convesso rendono impossibile l'utilizzo di filtri tradizionali.
l Sigma 12-24 è un obiettivo veramente speciale , l'angolo di campo è così estremo da segnare una differenza enorme tra 14 mm , il 16 mm e un'ottica che scende fino a 12 mm (reali) come mostra l'immagine sotto !





