Regole Utili - Profondità di campo...Non solo tecnica
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Quando si mette a fuoco un soggetto,l'ampiezza della nitidezza si estende per 2/3 verso l'infinito(di solito oltre una decina di metri) e per 1/3 verso la fotocamera. Immagina di essere all'aperto,a caccia di panorami da fotografare. Un paesaggio sconfinato, che ha attratto la tua attenzione per qualche motivo.E'quasi sera, quindi scegli di posizionare la fotocamera sul cavalletto,regoli l'inquadratura preferita, mediante lo zoom. A questo punto scegli il tipo di automatismo o le regolazioni di tempo e diaframma e sei pronto per scattare. Premendo il pulsante di scatto della tua reflex, attivi i circuiti, di esposizione e di messa a fuoco. Questi ultimi appunto sono quelli che andremo a "trattare": i sistemi di messa a fuoco automatici , in un certo senso, vengono ingannati dal fatto che, volutamente, stai mettendo a fuoco l'infinito e quindi l'obiettivo si regola sulla massima distanza. Incorreresti nelle stesse difficoltá anche tu se cercassi di mettere a fuoco manualmente. |
E importante sapere che quando mettiamo a fuoco un piano - gli occhi della persona che stai ritraendo, un fiore, la facciata di una chiesa - la profonditá di campo (argomento precedente) si estende all'interno di un rangedeterminato dalla focale,dal diaframma usato e dalla distanza tra soggetto e fotocamera. Questa
estensione, peró, non si divide in uguale misura davanti e dietro il soggetto messoa fuoco (manualmente o con l'autofocus), ma con una modalitá pari a 1/3 verso la fotocamera e 2/3 verso l'infinito.In pratíca,oltre il soggetto abbiamo ancora molti piani di messa a fuoco. Avvicinandoci all'infinito, i piani diminuiscono (Fig. sopra).
Cosa significa,tornando al nostro soggetto "panorama all'infinito"? Signifíca che stiamo sprecando tantissima latitudine di messa a fuoco, perché appare ovvio che oltre l'infinito... non c'é nulla.
Se vogliamo quindi riprendere una scena all'infinito, ma al tempo stesso vogliamo avere a fuoco anche soggetti piú vicini (per esempio un albero, una mucca
al pascolo, una staccionata che magari sono ad alcuni metri e non all'infinito) la cosa giusta é posizionare la messa a fuoco non alla massima distanza,ma ad una
distanza intermedia che consenta di avere a fuoco sia lo sfondo all'infinito che i soggetti che sono piú vicini.Il punto,o distanza che consente di estendere al massimo la messa a fuoco tra l'infinito e il punto piú vicino alla fotocamera viene chiamato, tecnicamente, iperfocale.
Ovviamente, spiegare il complesso calcolo iperfocale, sarebbe troppo (si entrerebbe in un concetto "fisico"),ma possiamo tranquillamente apprendere un pratico ed utile concetto: su molti obiettivi si possono trovare delle tacche che determinano l'ampiezza della latitudine di messa a fúoco rispetto alla distanza del soggetto
(Fig. 2 sotto). Una volta compreso che per fotografare l'infinito non é buona norma posizionare la messa a fuoco su questo valore massimo, ma piú vicino alla fotocamera, a quel punto se scegliete un diaframma potete controllare con queste tacche dove posizionare il fuoco, per avere un'estensione che arrivi all'infinito, ma che venga sfruttata al massimo verso la fotocamera.

