Silenzio! negli scatti

Vista frontale e posteriore della Ferrania-Galileo Condor I. Ben visibili le due finestrelle del telemetro.

II mirino a telemetro é meno preciso rispetto alla visione reflex, perché quello che si vede nel mirino non é esattamente quello che viene inquadrato dall'obiettivo, visto che il suo posizionamento é decentrato rispetto all'ottica. Fotografando soggetti lontani l'errore di inquadratura - denominato di "parallasse" - é minimo, ma a breve distanza é piú evidente e bisogna prestare attenzione: spesso nel mirino ci sono delle righe che segnano i limiti dell'inquadratura consigliata, in pratica é meglio tenersi un po' piú "larghi'; mantenendo il soggetto bene al centro, per essere sicuri di averlo sempre nel fotogramma quando si scatta. Storicamente i professionisti, per fotocamera a telemetro intendono apparecchi di elevato costo, perché molto prestigiosi e dotati di ottiche formidabili. Oggi, peró, nell'era digitale, esistono delle compatte di altissimo livello che si definiscono a telemetro anche se in realtá non possiedono piú il sistema di misurazione della distanza, perché ormai le fotocamere sono autofocus. Si continua,
tuttavia, a usare questo termine per motivi legati alla tradizione. Il telemetro ha senso, oggi, quando tutte le fotocamere hanno un display LCD? Si, perché a volte é piú veloce inquadrare, la fotocamera é piú rapida nell'attivarsi e scattare e... si consuma meno batteria!

IL nuovo modello di fotocamera digitale a telemetro, reflex e compatta , la M9 di Leica. Si aggiunge alla serie M ma ripropone un sensore full frame 24x36 mm che equipaggia la fotocamera a telemetro. Il sensore adottato da questa fotocamera è un CCD da 18 Mp che gode di un filtro completamente riprogettato per evitare infiltrazioni di raggi infrarossi cui il CCD è particolarmente sensibile il cui sistema è stato sviluppato da Kodak.

Regole Utili - Le foto in silenzio

    

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Foto silenziose con il telemetro
 


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Le fotocamere compatte vengono (anche erroneamente) chiamate "a telemetro". Sono utili nella foto di spettacolo perchè più silenziose delle Reflex.

Le fotocamere reflex hanno tantissimi vantaggi e sono le preferite dei fotoamatori e della maggior parte dei professionisti in tutto il mondo. In alcuni ambiti, peró, la rumorositá del movimento dello specchio risulta eccessiva: é il caso delle fotografie in teatro, oppure anche nel fotogiornalismo, in situazioni in cui é necessario realizzare degli scatti senza essere visti (e sentiti!). In questi casi, vi puó venire inconntro una fotocamera a telemetro.Il mirino a telemetro é quello che consente di controllare la distanza di messa a fuoco
tramite un sistema ottico che sdoppia l'immagine : rotando la ghiera dell'obiettivo,le due immagini via via si allineano fino a diventare una quando la foto è perfettamente a fuoco.

Il telemetro ottico è generalmente formato da un cilindro con due fori distinti ad una distanza fissa l'uno dall'altro, all'interno del primo foro corrisponde un prisma (1) che riflette l'immagine su uno specchio semi-trasparente (2) posto all'interno del secondo foro. L'utilizzatore agendo sulla rotazione del prisma farà in modo che le due immagini dell'oggetto (3) composte dallo specchio si sovrappongano. Raggiunta la sovrapposizione, il grado di rotazione del prisma indicherà, tramite una scala, la distanza dell'oggetto. Questo tipo di telemetro è anche detto "a coincidenza" ed è stato utilizzato a lungo all'interno delle macchine fotografiche per la regolazione della messa a fuoco e, con un sistema leggermente diverso, nei telemetri per artiglieria di vecchia generazione.

 

Immagini visibili nell'oculare telemetrico di una fotocamera Ferrania Condor I (fuori fuoco a sinistra, a fuoco a destra).

La fotocamera a telemetro è una macchina fotografica che incorpora un telemetro per la messa a fuoco.

Una delle primissime macchine con un telemetro fu la N°3 Autographic Kodak Special, costruita dalla Kodak nei primi del '900, e consisteva in una fotocamera folding rollfilm con un rudimentale telemetro sottostante la piastra porta obiettivo[1], seguita dalla Contax I del 1932, progettata fra gli altri dal direttore tecnico della Zeiss Ikon, il dottor Heinz Kuppelbender, inventore del telemetro e dell'innesto a baionetta. Da allora diverse fotocamere, professionali e non, hanno utilizzato questo sistema per la messa a fuoco. Fra le italiane, ricordiamo la Ferrania Condor I.

Il funzionamento è basato sulla sincronizzazione tra l'angolazione del prisma ottico del telemetro ed il meccanismo di messa a fuoco dell'obiettivo. In pratica, guardando attraverso il mirino del telemetro, il fotografo vede il soggetto "sdoppiato". Agendo sulla regolazione della messa a fuoco, le due immagini si allontaneranno o si avvicineranno, fino a sovrapporsi. A quel punto il soggetto risulterà perfettamente a fuoco. Questo meccanismo è stato in uso per anni fino all'avvento delle reflex, anche se alcuni fotografi continuano a preferire in determinate circostanze l'utilizzo del telemetro, per esempio quando vogliono evitare i seppur minimi effetti causati dal movimento dello specchio di una reflex.


FOTOCAMERA A TELEMETRO DELI ANNI 60

 

 

 

 

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