Additiva

In fig a lato è rappresentato lo schema classico della sintesi additiva. È l'effetto che si ottiene sovrapponendo tra loro tre raggi luminosi: uno verde, uno rosso ed uno blu, opportunamente corretti in partenza nel modo poco sopra descritto. Un simile esperimento si può realizzare facilmente, usando tre sorgenti di luce bianca, ciascuna schermata con un filtro di uno dei tre colori qui considerati primari, e proiettando i tre raggi su una superficie neutra. Come si può vedere, al centro, dove i tre raggi si sovrappongono, appare il bianco. Dove, invece, si sovrappongono solo la luce rossa e quella verde, vediamo il giallo, in accordo con quanto spiegato in precedenza, nei paragrafi dedicati alle funzionalità recettive dei coni. Nella zona di sovrapposizione tra verde e blu, il colore percepito è il ciano (un celeste luminoso e molto saturo). Infine, là dove di mescolano il rosso e il blu, il colore percepito è il magenta (un rosso violaceo molto saturo). 

L'esempio sotto mostra una sintesi additiva per media spaziale: il quadrato giallo-verde sulla destra è l'unione di molte migliaia di semiquadrati rossi e verdi, come quelli – molto ingranditi - accostati nel quadrato sulla sinistra dell'immagine: i recettori della retina non sono in grado di separare le singole componenti di rosso e di verde quando esse sono molto piccole e ravvicinate, per cui vediamo un unico colore-somma che è l'effetto della loro mescolanza additiva.

Sintesi additiva effettuata per media spaziale. Una serie di bande rosso-verdi, viste ad opportuna distanza, appaiono come una superficie uniformemente gialla.

 

Come si può vedere , il punto di intersezione dei tre fasci genera il bianco , mentre l'intersezione tra blu e rosso genera un "rosa" che viene chiamato magenta (colore impoortante come vedremo nel prossimo argomento sintesi sottrattiva). L'intersezione tra blu e verde genera il ciano (o cyan,in inglese ,altro colore molto importante , l'interszione invece del rosso e verde genera il giallo.

Regole Utili - La sintesi additiva

    

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Sintesi Additiva
I colori primari nella sintesi additiva sono il blu , il verde e il rosso. Questi tre compongono tutte le sfumature cromatiche visibile all'occhio umano

 


Sintesi (o mescolanza) additiva di tipo spaziale

Il tipo di mescolanza additiva mostrata in fig. è detto spaziale, perché l'effetto è prodotto dalla sovrapposizione di luci su una stessa porzione di spazio. Esistono però altri due tipi di sintesi additiva: la media spaziale e la media temporale.

Le sfumature cromatiche visibili dall'occhio umano , sono create a partire da tre colori primari della sintesi additiva , molto spesso le incontriamo in quasi tutte le descrizioni dei istemi fotografici: dalo scanner al monitor , alla fotocamera digitale al videoproiiettore. Stiamo parlando del Blu , del Verde e del Rosso , sintetizzati nella sigla RGB (Red , Green , Blue).

Il fatto che luci di differente lunghezza d'onda, le quali, viste singolarmente, ci appaiono ciascuna colorata in modo diverso, generino – sommate insieme – la visione del bianco, è un fenomeno che viene definito sintesi o mescolanza additiva. La visione del bianco può essere considerata come la controparte percettiva della somma di tutte le radiazioni che compongono lo spettro visibile.

È interessante notare, però, che la terna dei cosiddetti colori primari è una scelta arbitraria dell'uomo, che non ha giustificazioni nella fisica o nella fisiologia dell'occhio. Una terna di colori primari, cioè, non esiste in natura. I tre tipi di coni presenti sulla retina hanno, ad esempio, il loro picco di sensibilità intorno alle frequenze del blu-violetto del verde e del giallo-verde, non in corrispondenza del rosso, del verde e del blu, e vengono stimolati tutti e tre (sia pure in modo diseguale), o almeno due su tre, dalla maggior parte delle frequenze visibili, a causa della relativa sovrapposizione della curva di sensibilità di ciascuno di essi.

Ciò che ha radici nella fisiologia della visione è piuttosto: 1) il fatto che tre è il numero minimo di luci colorate che è necessario mescolare per ottenere una gamma di colori più o meno paragonabile alla ricchezza cromatica dello spettro visibile; 2) che il rosso, il verde e il blu sono colori prodotti da una forte eccitazione di uno solo dei tre tipi di coni e da una scarsa stimolazione degli altri due tipi, cosa che si accorda con la necessità di far corrispondere ai colori primari tre fonti di stimolazione luminosa il più possibile indipendenti l'una dall'altra e in grado, combinate tra loro, di provocare la massima eccitazione di tutti e tre i tipi di coni, fenomeno quest'ultimo che produce appunto la visione del bianco. La scelta di questi tre primari si paga però con il fatto che mescolanze uguali di rosso, di verde e di blu non producono esattamente il bianco, ma una sfumatura tendente al giallo: occorre aggiungere del blu al rosso primario – o aumentare la luminosità del blu - per ottenere il bianco.

La sintesi per media spaziale avviene quando delle luci di colore differente, molto ravvicinate tra loro, sono viste dall'occhio ad una distanza tale per cui non è più possibile scorgere le singole componenti: al loro posto appare invece un'unica macchia di colore. È questo appunto il principio adoperato da monitor e televisori, nei quali ogni punto visibile dello schermo è costituito da tre fosfori (elementi fotosensibili) molto ravvicinati tra loro, uno attivo nelle gradazioni del rosso, uno in quelle del blu ed uno in quelle del verde: l'occhio interpreta la loro vicinanza come un'unica stimolazione-somma, in grado di produrre la visione dei colori secondo le regole della mescolanza additiva, che è il meccanismo naturale di funzionamento dei nostri recettori della retina.

Il terzo ed ultimo tipo di sintesi additiva avviene per media temporale. Esso si ottiene quando luci che ci appaiono di colore differente colpiscono lo stesso punto della retina in rapida successione (almeno 50 o 60 volte al secondo): quando il ritmo del loro alternarsi è sufficientemente elevato, i recettori della retina non sono più in grado di discriminare tra due sensazioni successive, che vengono quindi fuse nella percezione psicologica di un unico colore-somma.

In fig.sottoun esempio di sintesi additiva per media temporale: il disco rosso-verde (a sinistra), posto in rapida rotazione, viene percepito dall'osservatore come un disco di colore giallo uniforme (a destra). 

Esempio di sintesi additiva effettuata per media temporale

Per riepilogare è rendere l'idea ancora più semplificata , possiamo parlare di "sintesi additiva" quando le radiazioni lulinose che si sommano creano un colore più chiaro rispetto a quello delle due radiazioni luminose ch l'hanno generato , fino ad arrivare al bianco . Perchè il bianco venga percepito come tale queste radiazioni devono essere dosate con precisione , altrimenti apparirà con una dominante cromatica e non come una tonalità neutra , analoga a quella della luce del sole (chiamata anche "luce bianca"). Per comprendere il funzionamento della sintesi immaginate di accendere tre proiettori , di proiettare il cono il cono della loro luce su una parete bianca e di anteporre a ognuno di loro un filtro , rispettivamente blu,verde e rosso. Intersecando questi tre fasci di luce concentrata,otterremo il risultato illustrato nel prio esempio riportato sopra (e a sinistra )

 

In questa schematizzazione non sono ovviamente evidenziate tutte le sfumature , che , invece , generano tutti i colori dello spettro ... meno uno: il nero , infatti,è il frutto della totale "assenza di radiazioni luminose": per ottenerlo , si deve quindi spegnere la luce.

NOTE:

Alcune stampanti per stampare su carta fotografica adottano l'RGB con sistemi basati su raggi di luce (di solito laser oppure LED) che espongono la carta fotografica (quella anallogica tradizionale , che si usa per stampare i negativi) . Non usano quindi "inchiostri" ma luce e quindi di conseguenza la sintesi additiva

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