RUMORE

Le fotocamere moderne hanno in parte ridotto questo problema, o comunque includono un'opzione che consente di inserire una funzione di riduzione del rumore nelle
lunghe esposizioni, che ovviamente va usato solo in queste condizioni, perché se usato in condizioni normali non porterebbe ad un miglioramento, anzi, rischierebbe di causare a sua volta dei disturbi sull'irnmagine. In ogni caso esistono software - sia quelli forniti con la fotocamera che esterni - che consentono di correggere i di-
sturbi causati dal surriscaldamento del sensore. Importante ricordare che l'uso di esposizioni lunghe comporta un elevato consumo energetico, quindi meglio portarsi
dietro batterie di scorta per non rischiare di rimanere "a secco"

Le Nuove tecnologie ormai "puntano" sempre più a migliorare questo aspetto... Alcune di ultima generazione , hanno ridotto nettamente il problema del rumore ad ISO elevati , permettendo di arrivare tranquillamente a 1600 ISO e più , senza incombere nel problema del rumore troppo evidente , da compromettere l'immagine stessa...


Lunghe esposizioni - Problemi di rumore

    

Home > Regole Utili > Lunghe esposizioni e rumore > ---------------------- Precedente < Argomento > successivo

Le lunghe esposizioni (diversi secondi , o addirittura minuti) , possono essere un problema a causa della conseguenze negative sull'immagine


 

Sia sulla pellicola che- ancor di piú - nel digitale un problema, a causa delle conseguenze negative sull'immagine. Sulla pellicola, venivano
indicati dei valori di correzione dell'esposizione, perché durante le esposizioni lunghe la reazione dei sali d'argento si modifícava riducendone la loro effícacia e quindi causando sottoesposizioni.

Nel digitale, invece, le lunghe esposizioni creano rumore e la causa é
principalmente il surriscaldamento del sensore, problema che su alcuni apparecchi molto professionali e costosi viene risolto con un meccanismo di "raffreddamento'.

 

 

La fotografía notturna é di grande fascino, ma una lunga esposizione puó causare degli effetti collaterali indesiderati, quali la comparsa di un fastidioso rumore nelle immagini.

A seconda delle fotocamere, questo disturbo appare solo con esposizioni di qualche minuto (tipicamente nella fotografía astronomica), ma in altre si verifica anche con esposizioni di pochi secondi, per esempio nella foto di architettura in notturna.

Le immagini generate da una fotocamera digitale hanno associato un piccolo effetto secondario chiamato rumore. Vicino alla grana nella pellicola fotografica, il rumore -una interferenza elettronica- si manifesta sotto forma di piccoli punti multicolori su tutta la fotografia, essendo più visibili nelle zone scure di quelle chiare, allo stesso tempo sono più facili da vedere in esposizioni lunghe delle esposizioni corte. Il rumore si fa insistentemente presente in situazioni nelle quali abbiamo bisogno di un’alta sensibilità del sensore di immagine ed un’esposizione relativamente lunga. I suoi sintomi si possono apprezzare in modo chiaro nelle zone scure, e in poche occasioni rompono completamente un’immagine.

Questo rumore è sempre presente nella fotografia, ma dipendendo dall’ ISO selezionato per realizzare la fotografia sarà più o meno visibile. Gli ISO bassi generano poco rumore, e in base a come si seleziona un ISO sempre più alto questo effetto si fa più visibile. Ma, bisogna avere molto chiaro che in questo universo, come abbiamo ripetuto molte volte, ogni fotocamera è un mondo, per il quale è più che probabile che due fotografie identiche prese nelle stesse condizioni con fotocamere di diversa manifattura abbiano dei livelli di rumore diversi.

Un particolare (ritaglio) di una fotografia panoramica scattata in notturna a 1600 ISO con una lunga esposizione , si nota l'effettiva sgranatura dovuta al rumore video prodotto dal sensore (come spiegato prima)



 

 

Torna su