Esposimetro a luce Incidente


Misurazione delle zone di luce

Misurazione delle zone d'ombra

Lettura dei valori misurati e scelta della migliore accoppiata tempo/diaframma

L'esposimetro a luce incidente consente dí misurare le zone di luce e ombra per poi fare una medía che consenta l'esposizione piú corretta. Misurazione della zona di luce. Misurazione della zona d'ombra. Lettura dei valori misurati e scelta della inigliore accoppiata tempo/diaframma

Foto sovraesposta (f/4-1/60 di secondo)

Foto sottoesposta (f/4-1/1000 di secondo)

Lunghe esposizioni - La Misurazione della Luce

    

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La luce viene misurata direttamente dalla fotocamera quando viene puntata sul soggetto...

Le fotocamere sono dotate di esposimetri interni.Per migliorare l'esposizione delle foto e acquisire maggior padronanza sul controllo della luce, e possibile imparare ad utilizare un esposimetro esterno come quello raffigurato nell'immagine a destra .

 

L’aspetto più critico relativo alla tecnica necessaria per ottenere buone immagini di paesaggio è la corretta esposizione.

il sistema esposimetrico, integrato nelle fotocamere, effettua - sulla base di calcoli, anche complessi - una media tra zone d'ombra e di luce e propone un'accoppiata tempo-diaframma idonea per una corretta esposizione, in funzione del tipo di sensibilitá impostata. É tutto molto facile, ma a volte é bello capire meglio questo funzionamento, tornando alle procedure del passato, che aiutano ad approfondire, a valutare e anche... a essere più creativi.

Lo strumento fotografico a nostra disposizione, per quanto sofisticato e frutto dell’ultima tecnologia ha capacità finite e limitate soprattutto se confrontate con la natura che ci circonda.

In particolare l’ostacolo maggiore riguarda l’estrema imprevedibilità e varietà dell’illuminazione che si incontra fotografando un paesaggio. E’ evidente che passando dalla penombra tipica dei boschi alla luminosità accecante di una distesa innevata le differenze in termini di illuminazione possono essere di diversi stop, spesso molti di più di quanto anche la migliore delle attrezzature è in grado di gestire. Se consideriamo che molto spesso condizioni così eterogenee sono presenti nella stessa scena la situazione può risultar critica. In questi casi la misurazione media tipica di molte macchine fotografiche può risultare inadeguata sacrificando, a seconda delle situazioni, troppo le ombre o bruciando completamente le alteluci.

Come regola generale è quindi necessario controllare con scrupolo i valori proposti dall’esposimetro della macchina fotografica magari, se ne abbiamo la possibilità, confrontandoli con i dati proposti da un esposimetro esterno oppure sfruttando la comodità della fotografia digitale facendo qualche scatto di prova prima dell’immagine definitiva.

Con l'ausilio di un esposimetro a mano nella modalitá a luce incidente, potete fare questo esercizio davvero utile e didattico: leggere prima il lato dal quale arriva la luce sul soggetto e appuntarvi su un foglio il valore di tempo e diaframma che l'esposimetro vi indica. Avrete la misurazione della zona piú luminosa del soggetto

Posizioniamo ora l'esposimetro, sempre nella posizione a luce incidente, dalla parte delle ombre ed effettuate una seconda misurazione. Segnate anche questa sullo stesso foglietto indicando come valore di "zone d'ombra". Per semplificare, impostare l'esposimetro in modo che vi dia lo stesso valore di diaframma per avere fisso il valore dell'apertura e misurare la differenza di luce solo tramite il cambiamento del tempo dell'otturatore.A questo punto guardate il soggetto per decidere quello che volete ottenere: se volete avere le zone di luce chiare, ma senza perdere i dettagli (zona viso "troppo bianco") e al tempo stesso delle ombre non troppo scure, dovete scegliere un valore intermedio tra la misurazione delle luci e delle ombre. Questo é proprio quello che fa il sistema esposimetrico della fotocamera, ma iniziare a prendere appunti sui valori delle varie zone vi permetterá di iniziare a dominare il risultato.

 

La foto, esposta in questo modo (f/4 -1/250 di secondo), é tecnicamente perfetta, perché sia le zone di luce sia quelle d'ombra sono ben riprodotte .

Quando si inizia a fotografare, sembra che - parlando di esposizione - ci possano essere solo due possibilitá:
le esposizioni "giuste" e quelle 'sbagliate" Nel primo caso, la fotografia esce"bene"e,nel secondo caso/'da buttare via" In realtá, tra questi due estremi, ci sono tante varianti, che sono le interpretazioni creative: per poterle comprendere a fondo, é ancora una volta utile usare l'esposimetro a mano.
Osservate la figura sopra : un ritratto con luce molto contrastata, che mette in difficoltá la scelta della corretta esposizione: se si sottoespone si rischia di "chiudere" troppo le ombre; viceversa, sovraesporre potrebbe causare una perdita di dettagli nella parte chiara della pelle. Peró tutte queste valutazioni non comprendono un elemento importante: l'interpretazione del fotografo, che puó decidere di uscire dalle logiche"standard"creando effetti interessanti .

Nel caso iniziale, l'immagine é stata scattata facendo una media tra ombre e luci, e i valori erano di f/4 e 1/250 di secondo. Come si puó vedere, la resa é corretta, le
ombre sono leggibili e le alte luci non troppo "bruciate" Questa é quella che si puó definire "una foto corretta"
Al contrario, questo secondo scatto é stato sottoesposto di due valori: abbiamo tenuto il diaframma a f/4 e abbiamo usato un tempo di esposizione di1/1000 di secondo.Se guardiamo attentamente la pelle dalla parte illuminata é piú corretta, nel senso che é piú fedele come colore e densitá al colore della pelle, ma la zona d''ombra si é chiusa molto. La teoria dice che sarebbe"troppo sottoesposta','ma forse il risultato potrebbe essere comunque piacevole e da ricercare.
In questo terzo caso, l'immagine é sovraesposta di due valori: é stato mantenuto ancora una volta il diaframma f/4 fisso, ma il tempo di esposizione é stato
impostato su 1/60 di secondo. Le zone di luce sono ancora piú chiare rispetto allo scatto "corretto" , e le zone d'ombra sono chiarissime. É una foto "sbagliata"?
Tecnicamente si, ma forse dal punto di vista creativo potrebbe non esserlo.

In defmitiva, l'esposizione, come tutto, richiede lo studio della tecnica, ma poi impone anche sensibilitá e creativitá, per sapere quando é "bello sbagliare" La
cosa importante é sapere quello che si vuole ottenere, quello che il grande maestro Ansel Adams definiva il ''previsualizzare' ovvero sapere, prima dello scatto,
quello che si vuole ottenere, come resa e come effetto: la tecnica deve essere a servizio del risultato,non imporre regole.



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