Foto Ravvicinate

lenti addizionali macro

Lenti addizionali per la macro

anello inversione macro

Anello che permette l'inversione dell'ottica.

Un'ottica montata al contrario

Lo sfondo nella macro

sfondo macro sfuocato

sopra e sotto la differenza nello stesso soggetto con sfondi diversi

sfondo macro non sfuocato

A volte bellissime foto vengono buttate perchè dietro al soggetto, stupendamente ripreso, c'è uno sfondo confuso, composto magari da particolari  o oggetti non completamente sfuocati e quindi ancora riconoscibili e quindi fastidiosissimi.
  Lo sfondo in una macrofotografia è importantissimo: lo sfondo che permette di risaltare il soggetto isolandolo dal contesto e portando subito l'occhio dell'osservatore su di lui. Oppure, al contrario, è sempre lo sfondo, leggermente visibile senza dare fastidio, ad ambientare il soggetto e quindi a rendere la foto più interessante.
  Quindi, prima ancora di inquadrare lanciare un colpo d'occhio verso quello che sarà il nostro sfondo; a volte basta spostarsi di poco per cambiare tutta la ripresa.
  Sempre riguardo l'argomento sfondo bisogna anche tenere presente che l'illuminazione cambia di molto il risultato. Per esempio se il soggetto è in ombra ma lo sfondo è sotto il sole è necessario misurare bene l'esposizione sul soggetto prevedendo che lo sfondo verrà sicuramente chiaro o addirittura bianco.
  Diversamente l'uso di un debole lampo di luce flash quasi sicuramente farà apparire il fondo scuro a volte completamente nero.
  Entrambi gli estremi e naturalmente le vie di mezzo, possono essere volute e desiderate perchè bisogna comunque considerare che la fotografia cambierà sostanzialmente.

soffietto macro

soffietti per la macro


Tecnica Fotografica - Fotografia Macro i primi consigli

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La fotografia Macro - consigli per iniziare

macro

 

 

La fotografia a distanza ravvicinata diventa, a tutti gli effetti , una "macro" quando la dimensione del soggetto ripreso viene riprodotta sul sensore,o pellicola, ad una dimensione simile all'originale ,o addirittura più grande.

La macrofotografia è una tecnica fotografica che permette di ottenere tramite forti rapporti di ingrandimento immagini di soggetti molto piccoli.


Il rapporto tra le dimensioni del soggetto e quelle della sua immagine è superiore ad 1:1.

Nella fotografia tradizionale, quella cioè che utilizza la pellicola, si considera macrofotografia la foto in cui il rapporto tra le dimensioni del soggetto e quelle della sua immagine sul negativo è superiore ad 1:1. Nella fotografia digitale, essendo il sensore molto piccolo (escludendo le reflex professionali), si fa riferimento al rapporto tra soggetto e la sua stampa in dimensioni "normali" della foto (10x15), ma non si tratta di un concetto universalmente accettato.

La tecnica per ottenere questo tipo di immagini consiste nell'utilizzo di obiettivi appositamente progettati o tubi di prolunga,quando si utilizzano macchine con obiettivo smontabile. Nel caso di digitali compatte si utilizzano appositi "aggiuntivi" fissati anteriormente all'obiettivo originale.

Si possono utilizzare anche lenti addizionali aggiuntive, si tratta di una soluzione a basso costo, che però comporta una riduzione della qualità ottica dell'insieme, che diventa evidente al crescere dell'ingrandimento , non perde comunque luminosità.

Si può anche utilizzare come aggiuntivo un obiettivo montato al contrario, fissato mediante un particolare adattatore maschio/maschio, questo metodo chiamato comunemente "inversione dell'ottica" permette di sfruttare il percorso dei raggi luminosi per cui le lenti sono state progettate, lasciando quindi inalterata la qualità dell'immagine.

 

Prima o poi finisce per scattare una fotografia a qualcosa di piccolo.

Chiunque possieda una fotocamera, anche la più semplice compatta, prima o poi finisce per scattare una fotografia a qualcosa di piccolo. Il motivo è che sono moltissimi i  soggetti interessanti con  dimensioni da pochi centimetri a qualche millimetro che si trovano praticamente sotto i nostri piedi o a un palmo dal nostro naso. Pensiamo a un fiore, a una foglia, a un particolare architettonico, un insetto e così via.
Purtroppo però i primi tentativi danno quasi sempre scarsi risultati spesso attribuiti alla mancanza di mezzi tecnici che risultano troppo costosi per il corredo fotografico di base.
In realtà anche senza essere specializzati nel settore si può fare molto di più: certo qualche accessorio particolare ci vuole, però con pochi mezzi si può giungere a risultati inaspettati.

Occhio all'illuminazione:

Le piccole ombre del nostro piccolo soggetto diventano dei giganti quando si ingrandisce l'immagine. Ecco perchè, salvo effetti particolari, è da preferire un'illuminazione diffusa o con ombre attenuate a una luce dura e diretta.
Quindi attenzione al sole diretto sul soggetto e all'eventuale luce del flash "sparata"

La profondità di campo.

Più si ingrandisce più diventa difficile tenere a fuoco tutto il soggetto: ciò diminuisce drasticamente la profondità in cui risulta tutto a fuoco. Occorre quindi avere ben chiaro casa sarà perfettamente a fuoco e cosa resterà sfuocato al momento dello scatto: in altre parole bisogna a colpo d'occhio capire quanti centimentri (o addirittura millimetri) il nostro obiettivo ci consente di avere a fuoco. Sono quindi da preferire fotocamere con il pulsante per il controllo della profondità di campo che permette di vedere nel mirino l'effettiva messa a fuoco così come risulterà nella foto. In mancanza pazienza, è sufficiente mettere a fuoco un punto intermedio del nostro soggetto e quindi diaframmare a f16 o f22 o anche più se l'obiettivo lo consente. E' chiaro che la posa diverrà di conseguenza lunga quindi a questo punto si presenta la scelta: cavalletto o flash.

GLI OBIETTIVI MACRO

sigma 180 mm macro

IL SIGMA 180 mm macro

gli obiettivi appositamente studiati per la macro sono sicuramente la scelta migliore è la più pratica con costi però molto più elevati. Comodità d'uso è massima in quanto l'utilizzo è quello di qualunque obiettivo con la prerogativa che la messa a fuoco arriva a livelli ravvicinati. Il dilemma maggiore quando si decide di acquistare un macro è la scelta della focale: in genere 50 mm o tele (di solito dai 100 ai 150 mm).

Vediamo le differenze: il 50 mm obbliga ad avvicinarsi al soggetto fino a pochi cm.
Questo può essere uno svantaggio in caso di soggetti (esempio insetti) diffidenti. Tuttavia con un pò di esperienza anche gli animali più ostici si lasciano avvicinare.
A vantaggio invece c'è il prezzo, decisamente più basso dei tele, e la qualità in quanto un 50 mm, che è comunque di più facile costruzione, consente un'ottima definizione raggiungendo inoltre facilmente il rapporto di ingrandimento 1:1.
I tele- macro sono invece l'opposto: sono di più semplice uso ma non tutti ingrandiscono fino a 1:1 e inoltre la profondità di campo (sempre fattore critico nella macro) è per caratteristica inferiore. Inoltre si possono fare altre considerazioni relative alle tecniche di illuminazione che possono cambiare in base alla distanza, ma per questo vi rimando al capitolo specifico.
L'obiettivo macro può inoltre essere abbinato al soffietto o ai tubi di prolunga consentendo così un'ulteriore aumento dell'ingrandimento.

I tubi di prolunga

tubi di prolunga

Un sistema più sofisticato, ma che consente sempre l'utilizzo del normale corredo di obiettivi, è quello che prevede l'inserimento tra obiettivo e macchina di uno o più tubi che aumentano il "tiraggio" del sistema.
  Normalmente i tubi di prolunga vengono venduti in tre pezzi di differente lunghezza: più il tubo è lungo, più si ha un ingrandimento maggiore. Si possono così fare varie combinazioni fino ad ottenere l'ingrandimento desiderato.
I tubi di prolunga hanno un sistema di leveraggi che trasmette tutti gli automatismi dalla macchina all'obiettivo e quindi si può fotografare normalmente come se si avesse il solo obiettivo.
Di contro devo segnalare, almeno secondo il mio parere, una notevole scomodità del sistema. Si tratta infatti di montare e smontare spesso dei "pezzi" con conseguente perdita di tempo e rischio di cadute accidentali se ci si trova in luoghi, come dire, campali.
Inoltre i tubi di prolunga, al contrario di quanto detto per l'obiettivo rivoltato, fanno lavorare le lenti in condizioni non ideali con conseguente scadimento dell'immagine. In particolare con soggetti aventi una certa profondità si nota una distorsione a "cuscinetto" a volte abbastanza evidente (per esempio le ali di una farfalla molto ravvicinate)
Altra cosa da segnalare è una perdita di luminosità dovuta all'inserimnento dei tubi.
Infine bisogna anche considerare che il costo dei tubi è tutto sommato elevato.

SOFFIETTI

Il soffietto funziona in maniera analoga ai tubi di prolunga in quanto aumenta la distanza tra obiettivo e piano della pellicola, cioè il cosiddetto tiraggio. Rispetto ai tubi è più comodo perchè si può allungare o accorciare a piacimento senza doverne montare/smontare dei pezzi. Presenta però un notevole ingombro e fragilità che lo rendono poco pratico per l'impiego campale bensì lo rendono più adatto allo studio dove si può lavorare in maniera più comoda. Poichè il soffietto è dotato di una certa flessibilità è ideale per risolvere eventuali problemi prospettici (linee cadenti, ecc) in quanto consente il basculaggio, ciò consente di variare l'inclinazione dell'obiettivo rispetto al piano pellicola.

 

 


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