Mantenere pulito il sensore

 

pulizia sensore
Protetto frontalmente da un filtro, per cui le eventuali operazioni casalinghe di pulizia si possono fare con una certa tranquillità, anche se con molta cautela. Non si andrà mai, infatti, a toccare fisicamente il sesnsore, ma solo il filtro di protezione. Ovviamente anch’esso è a rischio graffio. Il modo migliore per pulire il sensore è ovviamente quello di portarlo presso un laboratorio

L’introduzione delle fotocamere digitali ha rappresentato un passo avanti straordinario nel progresso tecnologico della fotografia, una radicale svolta nel modo di fotografare per i professionisti e un approccio finalmente libero dai costi della pellicola per gli appassionati. Per contro, l’uso delle fotocamere digitali di tipo reflex ha portato con se un grave problema: la sostituzione degli obiettivi provoca ingresso di polvere nella macchinetta, polvere che finisce per depositarsi sul sensore creando macchine scura che rovinano le foto.

Il cuore della Fotocamera E’ il sensore CCD (Charge-Couple Device) oppure di tipo CMOS (di minore qualità ) tramite il quale è possibile “impressionare” ciò che si vuole fotografare e quindi di trasformare il segnale analogico in digitale. Si rileva l’intensità di luce che colpisce il sensore e ciò avviene grazie a variazioni della corrente elettrica generata o lasciata passare. In seguito con il convertitore AD (Analogico-Digitale) si traduce il segnale in una grande risoluzione di colore (12 bit o 16 bit).

Il CCD è un chip totalmente dedicato ai colori, vediamo meglio: il sensore è in realtà una struttura composta da milioni di piccoli mattoni detti pixel di forma rettangolare. La linea di pensiero che sta dietro a questa tecnologia è molto semplice. Ogni pixel è piccolissimo, ma fondamentale perchè porta con sè un’informazione: tute le informazioni insieme caratterizzano e formano la totalità delle immagini. Ogni singolo pixel registra un’informazione su un colore catturato (per esempio se colpito da luce blu, riprodurrà un pixel colorato di blu). I sensori presenti nelle fotocamere d’oggi sono capaci di milioni di pixel, le fotocamere più elaborate, quelle professionali reflex ne contano decine di milioni.

l’unità di misura in fotografia è il Megapixel detto anche Mp o anche Mpx dove mega sta per milioni, quindi se leggete 2 megapixel significa che il sensore dispone di due milioni di pixel. Per quanto riguarda invece il numero o meglio la disposizione nelle varie dimensioni dei pixel c’è da tenere presente che il rapporto tra numero di pixel in orizzontale e in verticale è di 1,25:1 cioè 1,25 a 1. Questo vuol dire che se si prende una risoluzione di 5 megapixel ad esempio, si avrà un numero di 2560 pixel in orizzontale per 1920 pixel in verticale e si scriverà o si leggerà 2560 x 1920. Questi numeri si ottengono divendo il numero di pixel per 1.25, successivamente effettuando la radice quadrata completando l’altra misura moltiplicando sempre per 1.25. Tutto questo per dire che tra una 2 megapixel e una 5 megapixel per esempio la risoluzione non aumenta di due volte e mezzo cioè non è valida l’equazione 5 Mp = 2 Mp x 2.5 = 2 mp + 2 mp + 1 mp. No, perchè in realtà è aumentata di radice quadrata della maggiore fratto la minore cioè radice quadrata di 5/2 cioè di poco più che una volta e mezza. Tradotto in numero di pixel orizzontali per verticali significa (sempre nel caso di 5 e 2 mp) 2560 x 1920 contro 1600 x 1200!

Un’importante parametro da prendere in considerazione è la dimensione effettiva, fisica del sensore CCD. Come potrete intuire
un sensore grande determina maggiore qualità in uscita. Quindi se volete fotografie ancora più nitide scegliete sensori di grande dimensione: solitamente si misurano in pollici quindi spesso c’è un numero accompagnato da un altro in frazione. Ad esempio 1″ 1/2. Occhio che essendo una frazione il numero che sta sotto influisce in modo inversamente proporzionale cioè 1/2 è più grande di 1/3. Molto più comodo se invece la misura è in millimetri come l anche di prassi trovare!

Tecnica Fotografica - Il sensore

    

Home > Tecnica > Il sensore> ---------------------- Precedente < Argomento > successivo

Il sensore digitale CMOS

Sensore CMOS della canone 20 D

 

Con il termine Sensore , si intende qualsiasi dispositivo che reagisce automaticamente alle variazioni di una grandezza fisica, usato generalmente per fornire informazioni poi utilizzate nella regolazione o nell'azionamento di macchine e di apparecchi. I sensori per contatto, ovvero che reagiscono quando vengono a contatto fisico con un oggetto, sono costituiti spesso da microinterruttori che scattano quando raggiungono una determinata posizione. Più varia è la gamma dei sensori senza contatto: questi possono reagire, ad esempio, a un aumento di temperatura o alla presenza di fumo in un ambiente chiuso, come negli impianti antincendio; oppure alla presenza o all'avvicinamento di un oggetto che ostruisce il passaggio, come nella navigazione senza visibilità. L'elemento essenziale può essere una fotocellula, una termocoppia o un altro meccanismo sensibile alla grandezza fisica che si vuole rilevare.

Vedi anche sezione regole utili focale dell'obietivo e formato del sensore

IN ELETRONICA

Il Sensore elettronico  è un Dispositivo che risponde alle variazioni di una grandezza da misurare (quale pressione, temperatura o concentrazione) con variazioni di una sua proprietà, ad esempio lunghezza, resistenza elettrica o capacità; la reazione viene convertita in un segnale elettrico che, elaborato e amplificato da un circuito elettronico, può essere inviato a un sistema per la lettura, la registrazione o il controllo automatico della grandezza rilevata.

A parte le diverse tipologie di sensore che troviamo in elettronica , nel nostro caso ovviamente il sensore in questione e quello fotografico...

 

Tramite il sensore è possibile “impressionare” ciò che si vuole fotografare e quindi di trasformare il segnale analogico in digitale. Si rileva l’intensità di luce che colpisce il sensore e ciò avviene grazie a variazioni della corrente elettrica generata o lasciata passare. In seguito con il convertitore AD (Analogico-Digitale) si traduce il segnale in una grande risoluzione di colore (12 bit o 16 bit).

Il numero di pixel è le dimensioni dei sensori sono gli elementi principali che caratterizzano le fotocamere digitali.Spesso la scelta della fotocamera è influenzata proprio dal numero di pixel del sensore...Attenzione perchè il numero di pixel determina solo la dimensione della stampa finale , meglio considerare invece le dimensioni dei pixel e di conseguenza quella dei sensori. Per meglio capirci consideriamo un dato importante che deve saltare all'occhio: prendiamo in paragone una reflex digitale e una compatta , a parità di risoluzione la prima usa sensori di maggiore dimensione che contengono pixel più grandi.

reflex

compatta

sensore 22.2x14,8mm
sensore 7,0x15,0mm
Pixel: 6 micro
pixel:2 micro

Formato sensori Reflex

I costruttori delle reflex si sono ormai orientati su tre formati:

  • Il formato 4:3 (13x17,3mm) usato da Olympus
  • Il formato APS-C (15x23mm) usato da tutti i costruttori (Nikon,Pentax,Sony e Canon per i modelli di media e bassa categoria)
  • Il Pieno Formato (24x36mm) come la pellicola,viene usato su alcuni modelli professionali,da considerare la resa ottimizata delle ottiche in quanto il pieno formato utilizza il formato identico a quello dellatradizionale pellicola analogica.

CCD e CMOS

Sono le due tipologie di sensore più utilizzate attualmente in campo fotografico.Prima veniva usato il CCD come unico formato di sensore per le fotocamere di fascia alta, ora invece entrami i tipi tecnologie sono in grado di fornire immagini di altissimo livello . Ad oggi viene preferito il CMOS in quanto raggiunge la stessa qualità del CCD ad un costo più basso ed un minor consumo dell'autonomia della fotocamera (necessita di minore energia).

sensore ccd

Sensore CCD

sensore cmos

SENSORE CMOS

Elevata qualità
Elevata qualità
Maggior consumo
Minor consumo
Più costoso
Meno costoso

I colori primari in relazione con il sensore

Grazie a questi tre colori e alle loro combinazioni ecco che si ricavano tutti gli altri colori. La griglia di pixel che forma i sensori segue questa regola solitamente verde-rosso-verde-blu-verde-rosso-verde-blu, ecc… La predominanza di pixel verdi è dovuta al fatto che è il colore che meglio permette di catturare i colori da parte dell’occhio umano.

Parlando invece di bit che sono implicati nella conversione tra analogico e digitale si puù facilmente dedurre che maggiore numero di bit implica maggiore qualità nel colore essendo che nella conversione la qualità della luminosità totale dell’immagine è direttamente proporzionale alla qualità del singolo pixel. Ossia 8 bit, la misura standard possiamo dire provoca 256 variazioni di luminosità di ogni colore. Come si fa a ottenere questo numero? Facendo 2 a esponente uguale al numero di bit quindi 2 a esponente 8 diventa 256. Quindi essendo esponenziale qui s che anche un piccolo aumento determina un’esagerata qualità in più Tanto per capirci il JPEG non supporta oltre gli 8 bit, quindi non aspettatevi foto da professionisti che invece utilizzano formati speciali, il più diffuso è il RAW.

 

Torna su