Le Ottiche

Viene definito obiettivo “Normale”, un obiettivo che ha come lunghezza focale la lunghezza approssimativa della diagonale del supporto fotosensibile usato. Per le fotocamere 35mm con pellicola da 24x36mm, l’obiettivo normale è il 50mm quindi per il formato 35mm, prendendo come punto di riferimento la focale 50mm (normale), gli obiettivi si diffrenziano fra grandangolari (focale minore) e teleobiettivi (focale maggiore).

50 mm nikon

il 50 mm nikon

L'apertura massima di un obiettivo è uguale alla lunghezza focale diviso il diametro della pupilla d'ingresso (la lente più esterna) dell'obiettivo. Maggiore è l'apertura massima, più luminoso sarà l'obiettivo, riuscendo quindi a far passare più luce ed impressionare la pellicola in minor tempo. Nei telescopi una apertura maggiore permette la visione di oggetti meno luminosi.

Tamron 90 mm f 2.8

La quantità di luce che attraversa le lenti è regolata da un dispositivo chiamato diaframma, situato di solito all'interno dell'obiettivo. La sua dimensione determina la profondità di campo e di conseguenza quella di fuoco, la forma influisce, anche se lievemente, sulla forma dello sfocato. Il valore di diaframma indicato sull'obiettivo è la massima apertura ottenibile, altre aperture sono possibili solo chiudendo il diaframma. Negli obiettivi fissi viene specificato un solo valore di apertura, ad esempio f/2.8. Sugli obiettivi zoom possono comparire due valori, il primo per la focale minore, il secondo per quella maggiore. Ad esempio, per uno zoom 35-135mm f/3.5-4, il valore f/3.5 è ottenibile a 35mm e si riduce a f/4 alla focale di 135mm.

sigma 12-24

Il Grandangolo Sigma 12-24

L'immagine formata dall'obiettivo su una superficie posta in corrispondenza del piano focale è di forma circolare ed è chiamata circolo di illuminazione o cerchio d'immagine; al suo interno vi è un altro circolo detto di 'buona definizione', dove l'immagine può essere interpretata correttamente.

All'interno del circolo di buona definizione viene posto il materiale atto a raccogliere l'immagine. Questo materiale, generalmente di forma quadrangolare, può essere un vetro smerigliato, una pellicola o lastra fotografica, nonché un sensore elettronico. Ha una certa dimensione e l'angolo di campo viene misurato considerando la sua diagonale con la focalizzazione posta all'infinito. È l'angolo misurato al vertice di un triangolo isoscele posto sull'asse dal piano focale dell'obiettivo con alla base la dimensione dell'immagine formata sulla diagonale del materiale sensibile. Varia quindi in funzione del formato del materiale sensibile e della lunghezza focale, è più ampio quando questa è corta e viceversa. Da notare che se ci si sposta dall'infinito, distanziando l'obiettivo dal piano focale, l'angolo di campo diminuisce.

Per poter visualizzare nitidamente l'immagine si opera sulla messa a fuoco che consiste nel posizionare l'obiettivo a distanza opportuna tra il piano focale e l'oggetto fotografato. In alcuni obiettivi non vi è nessuna modifica alla propria lunghezza perché l'operazione è fatta con lo spostamento di uno o più gruppi ottici interni all'obiettivo stesso. Alcuni obiettivi macro, capaci di mettere a fuoco a distanze molto ridotte, utilizzano più gruppi interni indipendenti per garantire la massima definizione anche a distanze ridotte e sulle parti più esterne del fotogramma. L'operazione è svolta agendo su un'apposita ghiera posta sul barilotto dell'obiettivo. La messa a fuoco può essere di tipo manuale o automatico, utilizzando un motore posto all'interno della fotocamera o dell'obiettivo stesso. I moderni obiettivi motorizzati offrono una modalità ibrida: quando lavorano in autofocus è sufficiente impugnare la ghiera di messa a fuoco per passare in modalità manuale, consentendo di imbastire la messa a fuoco in automatico e di rifinire poi in manuale nel caso fosse necessario, senza dover attivare il selettore di modalità.

Tipi di obiettivi

  • A LENTI

Sono formati da più di una lente perché solo così si riescono a correggere, parzialmente, le aberrazioni ottiche. Nei telescopi si usano più lenti per correggere l'aberrazione cromatica e sono detti acromatici. Le lenti sono costruite con diversi tipi di vetro caratterizzati dal loro indice di rifrazione e dalla curvatura che può essere sferica o asferica. La curvatura delle superfici ne caratterizza la lunghezza focale che sarà positiva nel caso di convergenza e negativa nel caso di divergenza. L'uso di lenti diverse per tipo e lunghezza focale, positiva o negativa, permette le varie correzioni e ne definisce la lunghezza focale generale (sempre positiva).

  • A SPECCHI

Sono detti catadiottrici e la loro costruzione è simile al telescopio riflettore a schema Cassegrain. Rispetto ai teleobiettivi hanno il vantaggio di un piccolo ingombro e di un basso peso. Oltre ai due specchi sono costruiti impiegando delle lenti a bassa curvatura per la correzione delle aberrazioni sferiche e come sostegno dello specchio secondario. A causa delle notevoli aberrazioni extra-assiali sono costruiti solo con lunghezze focali da 350mm in su. A causa della sua conformazione ottica non è possibile introdurvi il diaframma. Inoltre la forma dello sfocato è un anello invece di un cerchio, sono meno luminosi rispetto agli obiettivi a lenti e l'immagine è in genere meno nitida ai bordi del fotogramma rispetto al centro.

  • Foro stenopeico

È un piccolo foro praticato in una lamina sottile di materiale opaco. Indicativamente il diametro del foro è di un terzo di millimetro. Conosciuto fin dai tempi più antichi applicato alla camera obscura della quale è notevole la descrizione che ne fece Leonardo da Vinci nel Codice atlantico (camera oscura leonardiana). La luminosità è molto bassa ed è quindi impiegabile solo con oggetti statici e molto luminosi. È esente da quasi tutte le aberrazioni degli altri obiettivi e possiede una profondità di campo praticamente illimitata. La nitidezza molto bassa migliora diminuendo il diametro del foro, aumentando però la diffrazione che provoca degli aloni ai bordi.

Nelle fotocamere digitali dove l'elemento sensibile è generalmente più piccolo del 24x36 l'obiettivo normale è più corto di 50mm. Questa tipologia viene anche chiamata standard, perché era l'obiettivo comunemente fornito a corredo delle nuove fotocamere. Non sono soggetti ad aberrazioni come i grandangolari e i tele, inoltre gli schemi ottici estensivamente collaudati e perfezionati li hanno resi economici e di buona qualità. La luminosità è sempre molto elevata, sono nella norma valori di f/1.8 e f/1.4.

Specializzazioni

Alcuni generi fotografici come la fotografia architettonica e la ritrattistica richiedono obiettivi con caratteristiche particolari.

Nella fotografia architettonica, per eliminare le linee cadenti causate dalla necessità di puntare in alto l'obiettivo per inquadrare un edificio, sono stati progettati Per il medio formato e il 35mm degli obiettivi definiti decentrabili (o basculanti) o PC (perspective control), che possiedono un circolo di buona definizione superiore al normale. Per risolvere questo difetto nel banco ottico è possibile spostare l'obiettivo verticalmente con un movimento chiamato decentramento (o basculamento).

Nel ritratto è utile esaltare il volto o la figura umana dallo sfondo e questo si ottiene normalmente riducendo la profondità di campo, ovvero aprendo il diaframma. Per un maggiore controllo della sfocatura si può utilizzare un tipo particolare di obiettivi, chiamati soft focus, che consentono di impostare un valore maggiore o minore dell'effetto. Sono anche disponibili filtri fotografici soft focus molto più economici che realizzano l'effetto di diffusione sulle alte luci.

LA RESA PROSPETTICA

Da tenere presente che la scelte dell'obiettivo influenza la resa prospettica di una fotografia, i grandangolari infatti enfatizzano le linee di fuga e le prospettive , consigliabili quindi in tutte quelle situazioni di vicinanza al soggetto e si desidera riprenderlo nella sua completezza.IL teleobbiettivo al contrario, schiacciano la prospettiva è i soggetti appaiono molto più vicini,particolare molto apprezzato nei ritratti,lo schiacciamento infatti enfatizza meno i lineamenti del naso.

Profondità di campo (ampiezza dei piani nitidi su una fotografia)

Ovviamente anche questa viene variata in base alla scelta dell'obbiettivo elemento determinato da 3 fattori.

  • -Diaframma
  • -Focale dell'obiettivo
  • -Distanza di ripresa

Maggiore profondità di campo garantita dai grandangolari a partire da una distanza di 1- 2 metri fino all'infinito , con un diaframma abbastanza chiuso risulterà tutto a fuoco (primo piano ,soggetti lontani e sfondo).

Limitatà profondità di campo nei teleobbiettivi , particolare che permette di isolare il soggetto dallo sfono (indicata per i ritratti) , richiede però una messa a fuoco precisa nei punti importanti della foto.

OBIETTIVI MACRO

Gli obiettivi macro vengono impiegati per ottenere ingrandimenti particolari del soggetto ripreso fino al rapporto 1:1 ingrado cioè di riprodurlo su fotogramma come nelle sue reali dimensioni (si usano anche accessori come anelli di inversione , soffietti e tubi di prolunga) consulta anche la sezione fotografare macro

OTTICHE STABILIZZATE

Con le focali lunghe( teleobbiettivi) a causa del ridottissimo angolo di campo si rischia di avere foto mosse . Il sistema di stabilizzazione rileva le vibrazioni causate dalla mano e le compensa con un movimento identico ma opposto annullandolo.

OBBIETTIVI APOCROMATICI

Questi obbiettivi consentono di correggere il disallineamento dei piani di messa a fuoco dei colori che genera sopratutto nelle lunge focali una mancanza di nitidezza posizionando le aberazioni cromatice tutte sullo stesso piano.

LO ZOOM GRANDE FUNZIONALITA' E COPERTURA DI FOCALE

Categoria speciale usta da moltissimi permette di spaziare da diverse focali,alcuni addirittura dal grandangolo al tele , offrendo anche una grande comodità di trasporto.

sopra il Tamron 18-250 grande flessibilità di focale in un solo obiettivo

Guarda anche Storia dell'obiettivo


Tecnica Fotografica - Gli Obiettivi

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Gli Obiettivi

schema angolo di campo obiettivi

 

 

Gli obiettivi modellano la realtà inquadrata con la fotocamera flettendola ai desiseri e alla "verita" del mondo circostante vista con gli occhi del fotografo.

Tre sono le principali categorie di obiettivi:

In assoluto è l'obiettivo che fà la qualità delle immagini "relegando" ad "accessorio" la fotocamera...

Possiamo dire che il teleobbiettivo viene impiegato particolarmente nella fotografia sportiva e in quella naturalistica o per i ritratti , il grandangolo per quella di architettura e di paesaggio,mentre il normale come dice la parola stessa , si impiega per uso diciamo "quotidiano"

troviamo poi gli obiettivi speciali per la macrofotografia i decentrabili e gli stabilizzati.

Poi c'è una categoria particolare che è tra le più usate ovvero gli zoom , che offrono una grande versatilità di focale.

Gli obiettivi offrono risultati diversi in base all'angolo di campo che sono in grado di coprire,e proprio questo permette la suddivisione degli obiettivi nelle tre principali categorie.

I Grandangolari hanno un angolo di campo molto ampio facendo apparire il soggetto più piccolo perchè nell'inquadratura appare una porzione piu ampia di immagine.

foto con grandangolare

I teleobiettivi hanno un'angolo di campo molto inferiore , nell'inquadratura appare solo una porzione del soggetto che di conseguenza appare più grande.

foto con teleobiettivo

I normali permettono di riprodurre la scena con una prospettica simile a quella dell'occhio umano.

Bisogna fare attenzione comunque all'uso dell'obittivo su macchine fotografiche diverse,usando la stessa ottica,la diversa dimensione del sensore determina una variazione dell'angolo di campo guarda qui.

GLI OBIETTIVI MACRO

sigma 180 mm macro

IL SIGMA 180 mm macro


Grandangolo un ultra spinto Fisheye 4,5mm 180° angolo di campo e un più normale 24 mm a destra

un 16 mm mantiene una minore deformazione delle immagini rispetto a un Fisheye

Un 50 mm Nikon focale fissa conferisce alle immagini un aspetto normale , molto simile all'occhio umano

Il teleobiettivo canon da 300 mm

Il teleobiettivo 600 mm canon nell'inquadratura appare solo una porzione del soggetto che di conseguenza appare più grande.

TABELLA COMPARATIVA FOCALI

grandangolare

normale

 

 

teleobiettivo

sotto i 50 mm
50 mm
sopra i 50

----------------------------------------focale millimetri--------------------------------------

La focale dell'obiettivo è un valore espresso in millimetri,ed indica la distanza dal centro dell'obiettivo al sensore o pellicola.

Di solito per convenzione internazionale si usa il valore della focale riferita al formato 24x36 mm (quello standard per la pellicola , pieno formato per il digitale)

Ogni volta che ci si trova di fronte a focali inferiori ai 50 mm parliamo quindi di obiettivi grandangolari.

Attorno ai 50 mm abbiamo una focale definita normale.

Il teleobbiettivo ha una focale nominale superiore hai 50 mm.

Considerando gli obiettivi come una semplice lente, la distanza focale di questi è la misura espressa in mm che separa la lente dal piano focale. Essendo gli obiettivi composti da più gruppi di lenti, tale distanza non si misura da una lente in particolare all'interno degli stessi ma dal centro ottico dell'obiettivo che viene definito "punto nodale posteriore" e in genere si trova in prossimità del diaframma. In sostanza la “distanza focale indica la distanza fra il punto nodale posteriore di un obiettivo e il piano su cui i soggetti all’infinito sono messi a fuoco.

Non è vero che al variare della focale corrisponde una diversa prospettiva. Per ovvie regole di geometria la prospettiva non cambia se il punto di vista e l’oggetto ripreso rimangono fissi, varia solamente se ci spostiamo dal punto di ripresa. Il variare della focale è una conseguenza del cambiamento di prospettiva, non la causa. Se ci spostiamo da un punto di ripresa arretrando, cambiamo la prospettiva e le dimensioni dell'oggetto che risulterà più piccolo all'interno del fotogramma, di conseguenza cambieremo anche la focale per ingrandire l'oggetto.

La lunghezza focale degli obiettivi è quel fattore che determina l’angolo di campo della ripresa ma ciò dipende anche dalle dimensioni del supporto. Due obiettivi di focale uguale variano l’angolo di campo ripreso in base alle dimensioni della superficie sensibile al quale sono destinati.

Uso di obiettivi con differenti formati di sensore

Il sensore di una fotocamera digitale non professionale ha generalmente dimensioni inferiori a quelle della pellicola 35 mm (24 x 36 mm). A causa di questa differenza l'angolo di campo dell'obiettivo cambia. Il calcolo della conversione è un rapporto tra le diagonali dei due formati e serve a chi è abituato al formato 35 mm per avere un riscontro immediato dell'ottica utilizzata o utilizzabile.
Ad esempio, se montiamo un 50mm (normale) su una reflex digitale, otteniamo gli effetti di un obiettivo da 80mm (medio tele). In genere (ma dipende dalla grandezza del sensore) il fattore di conversione è 1,6.

(Obiettivo montato su macchina digitale) · 1,6 = (Obiettivo montato su macchina analogica)

Reflex digitale Equivalente su analogica
19mm
30,4mm
21mm
33,6mm
28mm
44,8mm
35mm
56mm
50mm
80mm
80mm
128mm
100mm
160mm
150mm
240mm
200mm
320mm

 

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