In scena... Le luci

CONTROLUCE MA NON TROPPO

gigi d'alessio in concerto

I concerti musicali sono un mondo fotografico a parte. Generalmente, staremo lontani dal palcoscenico, la luce sarà mutevole e gli artisti non staranno fermi un attimo. Inoltre, ci saranno centinaia -quando non migliaia- di fan isterici, probabilmente le bottiglie di acqua -o di altra sostanza- volano in aria e chi sa se qualche personaggio con complesso di nastro trasportatore non vorrà usare la nostra testa come rullo… Un panorama molto diverso da quello di un’opera di teatro convenzionale, per esempio. Infine, come siamo soliti dire, incominciamo dall’inizio.


In un concerto, la cosa più comune è cercare di scattare fotografie di un solo soggetto. In qualsiasi caso, cercare di fotografare al gruppo intero in un concerto è poco meno che una missione impossibile. Salti su e giù, movimenti spontanei, viavai…

In un concerto , utilizzare il blocco dell'esposizione , non e molto raccomandabile , le luci possono variare continuamente e "rendere" così effetti non molto piacevoli alle immagini...

Meglio ignorare i modi manuali

Possiamo usare, al massimo, la priorità al diaframma più aperto. Andare aumentando e diminuendo diaframmi sarebbe qualcosa di terribilmente fastidioso, anche con una fotocamera reflex. Normalmente, la cosa più pratica è fare una misurazione costante, sia ponderata al centro o spot, per evitare di bruciare o lasciare scura la parte che più ci interessa -soprattutto, in piani chiusi. Quindi, sarà meglio che ci dimentichiamo di pressare il pulsante dell’otturatore fino alla metà e di aspettare a scattare la foto. Invece, l’enorme spiegamento di luce a cui ci riferivamo ha anche il suo effetto artistico. Controluce e ombre appaiono da qualsiasi parte, ottenendo di immortalare un’immagine poco convenzionale. Qualcosa che, detto sia al volo, non deve stare male.

 

 


Tecnica Fotografica - Le luci di scena in un'evento

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Luci di scena

 

Le luci del palcoscenico sono parte integrante dello spettacolo e possono essere fotografate in
piú modi, per ottenere diversi effetti.

A volte , il lato più bello di un concerto o di uno spettacolo sono le luci:

il loro colore, la direzionalitá, i raggi che si incrociano e si miscelano sono frutto di una sapiente regia che il fotografo puó e deve saper cogliere. Ma come si fa a riprenderle nel modo migliore? Spesso il dettaglio piú importante é l'esposizione: meglio impostare la fotocamera in manuale, e regolare tempo e diaframma per privilegiare le luci (in gergo tecnico: esporre per le luci) e non il fondo, che apparirá, nelle sue zone non illuminate, molto scuro o addirittura nero, dando origine all'effetto voluto. Potete usare una sensibilitá non eccessiva,perché la luce.... sará abbastanza luminosa! Posizionatevi in modo da riprendere i coni di luce, inquadrando magari con un grandangolo, che consente di riprendere una scena ampia.Altra possibilitá, se vi viene consentito, é quella di sfruttarela luce di scena per creare immagini di grande impatto. Per esempio,sepotete salire sulpalco, approfittatene per lavorare in controluce: il vostro obiettivo verrá illuminato dalla stessa luce che illumina il cantante o l'artista sul palco, e potrete quindi trarne beneficio. Usate il paraluce, per evitare che i riflessi della luce compromettano la qualitá dell'immagine ed esponete per la zona del soggetto in ombra,questa volta (al contrario del primo caso,quando si volevano fotografare i fasci di luce). In questo modo,la luce di sfondo sará molto brillante e aiuterá ad isolare il primo piano.

Fotografare in un concerto può sembrare facile , c'è luce da tutte le parti e di mille colori , personaggi sul palcoscenico (spesso famosi) che si prestano ad ottime fotografie... Attenzione però , in fotografia nulla è scontato!

 

Le luci, precisamente, ci portano a considerare i seguenti punti: la misurazione e il bilanciamento del bianco. Con il secondo, non esistono maggiori problemi: praticamente in nessun concerto si utilizza soltanto la luce bianca. Tutto sono colori e luci che brillano. Facciamo ciò che facciamo -e dando per scontato che usare il flash è inutile- la cosa più probabile è che i toni di pelle non acquistino il loro colore naturale, in modo che la cosa più raccomandabile è usare i diversi valori prefissati del bilanciamento del bianco è una buona forma per sperimentare e per ottenere riprese con un’illuminazione molto più originale.

La misurazione, invece, è qualcosa di molto più serio. Ciò che misuriamo adesso è possibile che non ci serva in alcuni istanti. Un lampo che si produce giusto prima o dopo di avere pressato il pulsante dell’otturatore può rovinarci la foto completamente. E allo stesso modo può farlo un fuoco che si accende o si spegne nel momento più inopportuno -fenomeno che, a proposito, di solito si produce spesso.

 

 

ATTENZIONE ALLA MESSA A FUOCO

Se con la misurazione il nostro problema erano i cambi di luce, con la messa a fuoco sorge un nuovo inconveniente già commentato: il costante movimento degli interpreti nel palcoscenico. Disporre di una buona attrezzatura con messa a fuoco continua e predittiva sarebbe il toccasana.

Se non disponiamo di una così sofisticata tecnologia, abbiamo tre opzioni. La prima consiste nell’usare la messa a fuoco manuale, fissarla nel palcoscenico e avere fiducia che la grande profondità di campo ci aiuti -se stiamo lontani, possiamo fissare il fuoco all’infinito, e pronti. La seconda opzione utilizzerà quello che abbiamo prima chiamato "misurazione costante" e inquadrare la scena ogni cinque minuti. Con quello, invece, perderemo un tempo prezioso, dato che i cantanti di solito non stanno fermi molto a lungo. La terza è -come no- puntare e avere fiducia.

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