Effetti in ripresa...

con e senza Polarizzatore

immagine più nitida ,meno riflessi e meno sbiancatura provocata dalla luce.Un bicchiere d'acqua ripreso con il riflesso del sole , sopra senza e sotto con polarizzatore

FILTRO UV

Il filtro ultravioletto o filtro UV è utilizzato per assorbire delle lunghezze d'onda impercettibili all'occhio umano ma che vengono registrate sulla pellicola aumentando l'effetto di foschia e modificando la tonalità dei colori. Questi effetti sono più facilmente riscontrabili in zone "ricche" di raggi ultravioletti come al mare o in montagna.
Molto spesso con le pellicole a colori si usano dei particolari filtri UV color salmone detti skylight o antifoschia (1A). Molti fotografi utilizzano sempre questo filtro sull'obiettivo, anche come protezione dalla polvere e dai graffi.

 

Per la conversione colore

filtro 80b

filtro 80 b

Sebbene il filtro 80A sia usato principalmente per ridurre il rossore delle illuminazioni a tungsteno può essere utilizzato anche per saturare ulteriormente il blu delle foto. La foto a sinistra è stata scattata con un polarizzatore, quella a destra con polarizzatore e filtro 80A

PER L'INFRAROSSO ?

Sopra lo stesso soggetto fotografato utilizzando il filtro infrarosso Hoya R72. Gli alberi risultano essere totalmente bianchi.

Utilizzato nella fotografia ad infrarossi, serve a rimuovere le lunghezze d'onda della luce visibile lasciando passare unicamente la luce infrarossa.

La radiazione infrarossa (IR) è la radiazione elettromagnetica con una frequenza inferiore a quella della luce visibile, ma maggiore di quella delle onde radio. Il nome significa "sotto il rosso" (dal latino infra, "sotto"), perché il rosso è il colore visibile con la frequenza più bassa. La radiazione infrarossa ha una lunghezza d'onda (che è uguale alla velocità della luce al secondo divisa per la frequenza) compresa tra 700 nm e 1 mm. Viene spesso associata con i concetti di "calore" e "radiazione termica", poiché gli oggetti a temperatura ambiente o superiore emettono spontaneamente radiazione in questa banda (aumentando la temperatura, il picco si sposta sempre più verso il visibile finché l'oggetto non diviene incandescente). Il limite inferiore dell'infrarosso veniva spesso definito come 1 mm poiché a questa lunghezza d'onda termina l'ultima delle bande radio classificate (EHF, 30-300 GHz). Ciononostante, la regione da circa 300 µm a 1000 µm era considerata una "terra di nessuno", difficilmente indagabile a causa della mancanza di sensori e soprattutto di sorgenti luminose adatte ad operare in questa banda. Recentemente queste limitazioni tecniche stanno cadendo, dando origine ad una intensa attività di ricerca su questa parte dello spettro elettromagnetico che si preferisce ormai definire regione della radiazione a terahertz o dei "raggi T".

Alcuni filtri infrarossi:

Kodak Wratten 87, 87A, 87B, 87C:
filtri poco costosi di gel;
il modello 87A e 87B sono fuori produzione;
per il modello 87 lunghezze d'onda dai 750nm, l'87C dagli 800nm, l'87B dagli 850nm, l'87A dai 950nm.
Hoya R72
lunghezze d'onda dai 720nm, lasciando passare anche una minima luce visibile.
Hoya RM90
lunghezze d'onda dai 900nm
Hoya RM100
lunghezze d'onda dai 1000nm
M&K 1000
lunghezze d'onda dai 1000nm
M&K 093 e 095
lunghezze d'onda dai 830nm
INFRAREX red e black (filtri a lastra metacrilici di produzione italiana)
lunghezze d'onda dai 600 agli 840 nm


Tecnica Fotografica - filtri creativi

Home > Tecnica > filtri speciali per effetti creativi > ---------------------- Precedente < Argomento > successivo

Filtri , effetti in ripresa

 

Il filtro Hoya uv

I filtri (anche se ormai il digitale dilaga in effetti speciali) rappresentano ancora una parte creativa molto particolare è hanno ancora molto senso se usati direttamente in ripresa.Consentono infatti al fotografo di avere il massimo controllo del risultato direttamente sul "campo".


Tra i filtri creativi più famosi c'è il sistema Cokin,che , da molti anni, ha davvero aperto una storia di effetti "speciali" e che consente di spaziare con la fantasia senza confini . Filtri per il bianco e nero , per la conversione e correzione colore , i filtri degradanti , soft,polarizzatori, prismatici e tanti altri. Il grande vantaggio di questo sistema è dato dal fatto che non è necessario comprare un filtro per ogni diametro di obiettivo che possediamo: basta un solo filtro e un'adattatore per ogni diametro,da 36 a 82 mm (e anche più per le fotocamere professionali)

All'atto pratico i filtri alterando le condizioni di ripresa originarie dell'obiettivo

In base alle applicazioni esistono diversi tipi di filtri: filtri da ripresa, montati su fotocamere e apparecchi da ripresa in genere; filtri per elaborazione o post-produzione, adottati in camera oscura o nella trasformazione di immagini o video. Esistono, inoltre, filtri per l'illuminazione delle scene e degli ambienti, che si applicano direttamente sugli illuminatori dell'ambiente e consentono di proiettare fasci di luci colorate o cromaticamente corretti secondo le esigenze di ripresa.

Ancora possiamo suddividere i filtri in base al materiale di cui sono costituiti, i primi filtri fotografici erano realizzati in gelatina, poi sono comparsi filtri stratificati (coated), costituiti da uno strato applicato su un supporto vetroso, attualmente i filtri sono realizzati per la maggior parte in vetro ottico o materie plastiche e dotati di supporti e montature differenziati a seconda degli apparecchi di ripresa adottati.

I filtri di ripresa hanno per la maggior parte forma circolare con attacchi a vite o a baionetta, vengono fissati direttamente sulla parte frontale dell'obiettivo da ripresa e partono da diametri molto piccoli (intorno ai 30 mm) e generalmente utilizzati per telecamere o fotocamere digitali, fino a diametri per teleobiettivi, fotocamere di medio o grande formato ed ottiche per ripresa cinematografica, generalmente intorno agli 80 mm. Un formato molto diffuso è quello introdotto dalla Cockin, si tratta di filtri a lastra quadrata montati su appositi supporti che consentono, soprattutto, una facile intercambiabilità del filtro.

Categorie di filtri più diffuse:

POLARIZATORE :

Il filtro polarizzatore agisce sulla polarizzazione della luce impedendo il passaggio di onde luminose riflesse. Grazie a questa proprietà possono essere evitate sgradevoli riflessioni su superfici lisce e, per esempio, è possibile restituire la trasparenza ad un corso d'acqua illuminato dal sole, che altrimenti apparirebbe bianco o molto chiaro a causa della riflessione della luce. Allo stesso modo, il cielo viene reso più terso e saturo bloccando la luce riflessa del vapore acqueo presente nell'aria. Per massimizzare l'effetto, è preferibile inquadrare avendo il sole di lato e la miglior riduzione dei riflessi si ottiene angolando l'ottica a circa 30/45° rispetto alla superficie riflettente.
Il filtro è montato su una ghiera rotante atta ad aumentare o diminuire l'effetto. È disponibile in due tipi, lineare e circolare; quest'ultimo è stato introdotto per l'utilizzo con obiettivi autofocus.

Ecco come appare la luce del cielo filtrata da un polarizzatore

Filtro ultravioletto (UV)

Con filtro UV

Senza filtro UV

FILTRO NEUTRO :

Il filtro neutro è utilizzato per diminuire la quantità di luce che raggiunge la pellicola o il sensore, permettendo di scegliere un tempo di esposizione più lento o un diaframma più aperto a seconda delle esigenze di ripresa. Il filtro è opaco e di colore grigio neutro ed è disponibile in diverse gradazioni, solitamente da ND2 a ND16, valori che indicano il coefficiente in base al quale stabilire la corretta esposizione rispetto a quella calcolata in assenza di filtro.
I filtri neutri vengono impiegati sia per fotografia di effetto sia per ovviare ad una forte sovraesposizione non altrimenti evitabile. Viene spesso utilizzato per fotografare fontane o cascate, in quanto il notevole aumento del tempo di esposizione rende l'acqua in movimento più fluida e uniforme; altro impiego è quello in fotografia architettonica: l'aumento del tempo di esposizione fa sì che soggetti indesiderati "spariscano" dall'inquadratura per effetto del loro stesso movimento.

FILTRO DI CONVERSIONE COLORE :

Le pellicole fotografiche a colori sono tarate e utilizzabili per una singola temperatura di colore, in generale sono commercializzate pellicole per luce diurna o flash (5600K) e per luce al tungsteno (3200K). Fotografare ad una temperatura colore diversa da quella della pellicola utilizzata provoca una dominante cromatica che può essere corretta in fase di ripresa utilizzando i filtri di conversione colore. Sono disponibili due categorie, classificate secondo la tabella Kodak Wratten:

la serie 80 (80A, 80B, 80C, 80D), di colore blu, per utilizzare le pellicole diurne alla luce al tungsteno

la serie 85 (85, 85N3, 85N6, 85N9, 85B, 85C), di colore ambra, per utilizzare le pellicole per luce artificale alla luce solare.

Nella fotografia digitale tali filtraggi si ottengono utilizzando la funzione di bilanciamento del bianco automatico o manuale, senza la necessità di filtri aggiuntivi.

FILTRO PER LA CORREZIONE COLORE:

Quando è necessario correggere una minima dominante oppure si vuole esaltare un tramonto o un paesaggio innevato, si possono utilizzare rispettivamente la serie 81 (ambra chiaro - 81EF, 81A, 81B, 81C, 81D) o la 82 (blu chiaro - 82A, 82B, 82C). Anche in questo caso la fotografia digitale permette di raggiungere lo stesso effetto semplicemente agendo sulle funzioni del bilanciamento del bianco.

Filtro per il Bianco e Nero

I filtri sono usati normalmente nella fotografia bianco-nero per manipolare il contrasto, di norma ogni filtro schiarisce il proprio colore e scurisce il suo complementare, ad esempio un filtro giallo aumenta il contrasto tra le nuvole e il cielo scurendo l'azzurro di quest'ultimo. I filtri arancione e rosso hanno lo stesso effetto ma più marcato. Un filtro verde renderà più chiare le foglie e scurirà il rosso di un tetto o l'arancione di un frutto.

Un filtro 25A

L'utilizzo di un filtro rosso per una immagine in bianco e nero

FILTRI CREATIVI :

Alcuni filtri possono essere utilizzati per effetti speciali; ad esempio vi sono filtri che possono sfumare l'immagine, dando agli oggetti un'aura delicata o filtri che possono fare in modo che le luci creino l'effetto stella. Molti di questi filtri sono stati sostituiti nella fotografi a digitale dai programmi di fotoritocco, che permettono di applicare l'effetto dopo la ripresa.

I filtri degradanti possiedono una zona trasparente che sfuma verso una zona opaca; agiscono solo su una parte dell'immagine soni spesso utilizzati nella fotografia paesaggistica per scurire il cielo e mantenere una esposizione uniforme in tutta la scena inquadrata. La zona opaca può essere grigia o colorata, per accentuare un tramonto o creare altri tipi di effetti atmosferici.
I filtri degradanti, come quelli neutri, sono misurati in ND, fattore che indica la quantità di luce attenuata. Ad esempio, un ND4 riduce di quattro volte la luminosità. Sono disponibili in lastre da inserire negli adattatori frontali oppure da avvitare nella presa filettata. Il primo tipo è da preferire perché permette una migliore regolazione della zona da scurire, mentre il secondo è sempre limitato al 50% della scena inquadrata. Questo filtro è utile anche nel digitale, perché corregge e migliora la latitudine di posa del sensore.

I filtri soft-focus o flou sono composti da vetri ottici trasparenti ma dalla superficie irregolare che, deviando in maniera casuale i raggi luminosi, producono un effetto sfuocato più marcato nelle alte luci (zone più luminose) e nei riflessi. È spesso utilizzato nella fotografia ritrattistica perché attenua i difetti della pelle e restituisce un'aura romantica intorno alla figura. Sono disponibili solitamente in tre versioni, numerati da 1 a 3, dove l'effetto sfocato aumenta progressivamente. È possibile ricreare un effetto analogo utilizzando una filtro UV cosparso di vaselina oppure fotografando attraverso un tessuto semi-trasparente, come una calza.

 

 

 

Descritti i filtri e le loro specifiche , c'è da tenere presente una controindicazione su l'uso dei filtri. Tutti i filtri fotografici creano un nuovo livello vetro-aria che deve essere attraversato dalla luce per raggiungere la pellicola o il sensore. Questo comporta sempre una pur minima attenuazione e una perdita di definizione dell'immagine. Filtri di qualità superiore aumentano la trasmissione della luce, riducendo questo tipo di aberrazioni. È quindi consigliabile utilizzare il filtro solo quando necessario o come protezione per la lente frontale dell'obiettivo ove l'attività fotografica si svolga in situazioni insicure o instabili.

 

 

 

Torna su